Problema Inquinamento? Parcheggio a pagamento!

A Torino muoversi è sempre più difficile. Quasi quanto respirare.

Si legge in giro che negli ultimi mesi a Torino si è arricchita di quasi 13.000 nuovi parcheggi (a pagamento).

Come dite? Una michiata? Ok, la traduco.

Negli ultimi mesi Torino ha reso a pagamento 13.000 parcheggi che esistevano già (gratis).

Un cambiamento che ha interessato molte aree semiperiferiche, tra cui dal 2 ottobre quella di Lungo Dora Siena, che guardacaso mannaggia mannaggia che rabbia, è la mia. Ma non solo mia: anche del nuovissimo campus Einaudi, e adiacente alle principali sedi dell’università. Insomma: la zona degli studenti.

«Una misura voluta dalla precedente amministrazione», si discolpa la giunta Appendino «Come dite? Vi piace? Ah, come non detto: l’abbiamo pensata noi».

Già, perché incredibilmente c’è anche qualcuno che è favorevole. Giuro. A un mio ringraziamento ironico su Facebook hanno risposto, con mio sommo sbalordimento, diversi sostenitori piccatelli. Gente che, ovvio, vive e lavora da tutt’altra parte.

«E’ una misura ecologica!» hanno detto alcuni, evidentemente confondendo, per una strana forma di daltonismo linguistico, una “nuova zona blu” con una “nuova area verde”. Beh, vi aggiorno piccatelli: non ci sono nuove zone pedonali. Si circola come e più di prima, si parcheggia tanto quanto prima. Solo, pagando. Se sei un magnate per cui 585 euro l’anno di abbonamento fanno ridere, gira sgasa inquina parcheggia pure il tuo SUV 4.0 benzina sotto l’ufficio quanto vuoi, per te non cambia niente. Come dici? Sei uno studente povero? Sei un lavoratore precario da 800 euro al mese? Beh allora…cazzi tuoi.

Altra cosa su cui credo di dovervi aggiornare : i parcheggi sono posti dove le macchine stanno ferme, e solitamente quando stanno ferme non inquinano (a meno che non perdano olio o vadano a fuoco). Inquinano, invece, se si muovono. E siccome il comune stesso ha dichiarato che rendere i parcheggi a pagamento agevola la rotazione delle auto in sosta, mi chiedo come una misura che fa “rotare” macchine che avevano intenzione di stare ferme possa essere scambiata per ecologica.

Che poi:

  1. per agevolare il ricambio delle auto si usa il disco orario, altrimenti come al solito i poveri ricambiano, i ricchi stanno fermi
  2. il ricambio è utile nelle aree dello shopping, non in quelle studentesche. Vuoi frequentare tutto il giorno Scienze Politiche? Niente da fare: ti conviene rotare. Se vuoi spendere meno, vai a farti qualche ora a medicina.

Altra acuta obiezione: «Non ha senso andare i macchina fino in centro, bisogna usare i mezzi» Forse a certi luminari dell’urbanistica sfugge un dettaglio: le periferie non sono in centro. La mia zona è da sempre, per migliaia di persone, il posto dove lasciare la macchina, prendere il tram o il bus (dal capolinea) ed andare in centro. Ora vale, per me e per tanti amici, l’ovvio ragionamento

per pagare il parcheggio anche qui, tanto vale proseguire in macchina

Il risultato? I parcheggi sono semivuoti, il traffico è aumentato. Fatevi un giro se non ci credete.

Però voglio provare a darvi ragione, per una volta. E darvela a suon di numeri e dati, come piace alla sindaca.

Immaginiamo.

Sono uno studente, vengo dall’Alto Canavese. Fino al 1 ottobre sono andato in auto: 45 minuti da casa all’aula. Ma grazie al fatto che 585 euro per pagare il parcheggio i miei proprio non me li danno, da oggi verrò all’università con i mezzi. Come dite? Ci sono riduzioni per residenti e dimoranti? Ma io sono uno studente fuori sede, maledizione!

Partiamo.

Innanzitutto, devo ancora avere una macchina mia, per andare alla fermata più vicina, e lasciarla parcheggiata tutto il giorno. Oppure trovo un autista, ma mi sa che costa di più di 585 euro all’anno. Per fortuna sono solo 5 km, li faccio in 5 minuti.

Aspetto il bus che in 8 minuti mi porterà alla stazione. Ce n’è quasi uno all’ora. Quasi. Ma io ho fatto i miei calcoli, e aspetto solo 10 minuti.

Arrivo in stazione. Aspetto il treno: quando c’è, se c’è, se non scioperano, se non lo sopprimono, se nessuno si è suicidato sui binari, se non prende fuoco parte ogni 45 minuti circa. Oggi mi va bene: è puntale (attesa: 10 minuti).

18/10/2017 – Principio di incendio sul treno Gtt. Foto Quotidiano Canavese

Il trenino GTT viaggia a tutta: oggi è un giorno fortunato. Riesce a tenere la media-obiettivo dei 37 km/h. In soli 60 minuti arrivo a Porta Susa. Qui, c’è da camminare un po’ (10 minuti) per arrivare alla fermata del tram. Quando c’è, se c’è, e non scioperano, se non lo sopprimono, se nessuno si è suicidato sui binari, ha un tempo medio d’attesa di 15 minuti. Ma oggi è un giorno sì, dopo 8 minuti arriva. Ad andare al campus ci mette 30 minuti, anche perché c’è un po’ di traffico. Da quando hanno messo la zona blu in periferia, tutti in centro in macchina. Scendo al capolinea. In effetti non sono proprio al campus, ma a 5 minuti a piedi.

Ed eccomi in classe. 116 minuti dopo. Due ore. Considerando che dovrò tornare a casa stasera, sono 4 ore di viaggio al giorno. Sempre che non sia dopo le 20, che non sia un festivo, che io non abbia bagagli pesanti. Sennò son cazzi. Dopotutto viaggiare è bello, è una delle gioie della vita, si fanno incontri, si scoprono paesaggi…se stai facendo un interrail. Ma io voglio solo andare a lezione.

Uno sbattone, ok, ma almeno ho risparmiato i 585 euro del parcheggio. Per i mezzi c’è l’abbonamento Formula, che da dove abito io costa…(rullo di tamburi) 832 euro e cinquanta all’anno.

Insomma, caro ragazzo: se vuoi studiare, continuerai ad andare in macchina. A inquinare quanto prima. Solo, da oggi sarai più povero di 585 euro. Ma fatti tuoi: chi te l’ha fatto fare di vivere in culo a giove? Perché la sindaca Appendino dovrebbe preoccuparsi di te, della tua odissea, dei tuoi soldi? Come dici? E’ anche la tua sindaca??? Ah già, sei nella Città Metropolitana! Ma allora l’hai votata! Come non puoi? Possono (non) votarla solo i torinesi, che dei tuoi problemi non sanno nulla?

Ah già.

Evabbé. Forse sbaglio io. Forse davvero rendere più difficile la soluzione di un problema senza predisporre alcuna alternativa, contribuisce a risolvere il problema. Probabilmente impedire i parcheggi o agevolare gli ingorghi farà passare agli automobilisti la voglia di inquinare. E infatti i risultati si vedono.

Allo stesso modo, forse, rendere l’accesso alle cure mediche difficile e costoso risolverà il problema delle malattie, visto che in pochi potranno permettersele.

E anche su questo, nel suo piccolo, il comune si sta attrezzando. La prossima zona a diventare a pagamento, dal 6 novembre, sarà quella dell’ospedale Molinette.

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3 Commenti
  • Giancarlo
    ottobre 21, 2017

    Concordo su quasi tutto, tranne che sulla chiamata in causa della “sindaca”. Una città metropolitana degna del nome, avrebbe trasporti dall’hinterland ogni 15 minuti, con possibilità di caricare una bicicletta, percorsi ciclabili sicuri e prioritari rispetto alle auto. Lo sperpero della TAV dirottato sul trasporto pubblico metropolitano ci potrebbe forse già far vivere oggi questi “sogni”. Appendino è “invece di TAV”.

  • corrado
    ottobre 21, 2017

    Nessuna”discesa in campo” in favore dei predecessori. Anzi, probabilmente questa è davvero l’onda lunga di scelte più vecchie. Ma chi può invertire questa tendenza e invece la prosegue e la difende è proprio questa giunta (e relativi simpatizzanti)!
    [Le risposte piccatelle mi sono arrivate sulla pagine del portavoce della Appendino]

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